domenica 17 novembre 2013
mercoledì 8 agosto 2012
Strumenti info-musicali - III
Hardware
- digitalizzazione a 24 bit
- ingresso ad alta impedenza (Hi-Z) per strumenti con pickup magnetico come chitarra, basso, ecc.
- L'installazione, anche seguendo come un bravo scolaro le istruzioni del libretto, non è andata subito a buon fine (ho rivisto per la prima volta dopo tanti anni un BSOD); dopo diversi tentativi, comprese disinstallazioni, reinstallazioni e numerosi riavvii, la scheda ha funzionato; non chiedetemi come: misteri dei fenomeni caotici. Comunque senza dubbio servirà qualche ritocco al driver da parte del produttore, perché a quanto pare ad avere problemi sono in buona compagnia.
- Durante l'utilizzo, dopo alcuni minuti le prestazioni della scheda decadono (il suono è prodotto con una forte distorsione digitale, fino a zittirsi completamente); il problema sembra essere imputabile al driver o alla gestione automatica degli IRQ da parte di Windows 7: l'opinione comune su internet è "per questi lavori usate un Mac"... grazie! Comunque all'occorrenza basta reimpostare anche solo la frequenza di campionamento o la dimensione del buffer del driver ASIO per tornare ad avere la qualità normale... per qualche minuto; se si usa solo per registrare è un difetto sopportabile, considerato che cambiare scheda non è detto che sia una soluzione (l'accoppiata scheda audio usb - Windows 7 sembra essere a volte problematica).
Software
Driver ASIO
Emulatori di amplificatori per chitarra
- Amplitube 3: ha un'interfaccia ordinata che consente di controllare facilmente tutti gli elementi, dagli effetti a pedale, agli amplificatori, ai cabinet, al posizionamento e al tipo di microfoni, alla dimensione della sala di registrazione, agli effetti rack; ognuna di queste categorie fornisce nella versione free una quantità limitata di elementi possibili, che sono comunque più di quanto la maggior parte dei chitarristi non professionisti possa sognare (a meno che non si disponga di diverse migliaia di €).
- Guitar Rig 5: l'interfaccia è decisamente più "piena" rispetto a quella di Amplitube, ma la versione demo dispone di una varietà immensa di amplificatori ed effetti da mettere in cascata; così tante possibilità che mi sono stufato prima di provarle tutte. La versione demo limita le sessioni a 30 minuti e non consente di salvare le configurazioni provate.
DAW
- Pro Tools SE: fornito con la scheda audio Fast Track C400, funziona solo con essa; considerando che le sessioni di registrazione sono solo una parte di tutto il tempo di utilizzo della DAW, il difetto del driver descritto sopra mi ha scoraggiato dall'usare questo software. Peccato, perché l'emulazione interna dell'amplificatore per chitarra, pur se più limitata rispetto a quella degli emulatori elencati nella sezione precedente, mi è sembrata discreta (con un suono decisamente migliore di quello che si può ottenere in Studio One Free) e il software nel suo complesso mi è sembrato decisamente potente (Pro Tools è il DAW più utilizzato negli studi di registrazione).
- LMMS: originario per Linux ma disponibile anche per Windows, mi ha dato inizialmente qualche grattacapo per la configurazione dell'audio (che in uscita aveva un'eccessiva distorsione digitale, problemi di buffer?) e inoltre non supporta nativamente i driver ASIO: poco male (!?!) perché LMMS non consente neanche di registrare audio direttamente, prevedendo all'uopo la sola importazione di file audio. Rispetto agli altri due sembra più orientato al mixaggio di campioni e loop, ma consente di importare file MIDI e di utilizzare banchi di SoundFont per la loro resa; può usare moltissime combinazioni di effetti e VSTi, ma quelli di Amplitube e Guitar Rig lo bloccano. Ha una gestione molto flessibile dell'automazione: permette di assegnare una traccia di automazione a quasi tutti i controlli disponibili; però le tracce di automazione sono programmabili solo tracciando aree a mano libera, pratica molto più scomoda di un tracciamento mediante linee spezzate o curve tracciate vettorialmente.
- Studio One: la versione free non può utilizzare VSTi esterni e non dispone di un emulatore di amplificatore per chitarra (solo di un distorsore che... mi si accappona la pelle al solo ricordo); in compenso consente di registrare direttamente tracce audio, importa il MIDI (che può eseguire tramite SoundFont), integra i principali effetti (riverbero, chorus, flanger, ...), ha un'approccio alla gestione delle tracce molto amichevole (taglia, copia, sposta, incolla, fai una giravolta, falla un'altra volta...) e un'altrettanto amichevole gestione dell'automazione.
- usare LMMS o Studio One per ottenere dal MIDI una bozza dell'accompagnamento in formato audio; usare la bozza per registrare la parte di chitarra con Amplitube; esportare la traccia di chitarra ed importarla in LMMS o Studio One.
- registrare la chitarra in Studio One con l'accompagnamento del MIDI importato, usando il... brrr! distorsore interno per facilitarmi il controllo di armonici e risonanze non facilmente udibili senza distorsione (visto che il suono finale è distorto, meglio sentirlo mentre si suona, anche se... brrrrr!); esportare la traccia registrata senza effetti, importarla in Amplitube ed applicarle il "mio suono"; esportare il risultato da Amplitube come file audio e sostituirlo in Studio One alla traccia originale.
Editor audio
Fatica
- collegando lo strumento al computer tramite la scheda audio esterna, registro in Studio One in una nuova traccia le parti di chitarra elettrica, utilizzando come base le tracce MIDI già presenti; soprattutto per le parti solistiche che dovranno usare l'effetto di overdrive e distorsione, registro usando il distorsore interno di Studio One (quello da brivido);
- in Studio One l'applicazione di effetti è non distruttiva, quindi posso esportare la parte appena registrata senza alcun effetto, col suono puro della mia chitarra, come "stem" in un file audio;
- in Amplitube importo il file audio della chitarra "pulita" ed esporto un altro file audio in cui ad essa è applicato il "mio suono";
- elaboro con Audacity il file ottenuto, ad esempio per eliminare il rumore introdotto dalla catena di amplificazione in Amplitube, silenziare totalmente le pause, introdurre eventuali dissolvenze, ecc.
- importo in Studio One il file audio col "mio suono" in una nuova traccia, che sostituirà le tracce MIDI e audio originali.
Conclusioni
- Lilypond (vedi seconda puntata) per pubblicazioni musicali e per trascrivere musica;
- Musescore (o carta e matita e poi Lilypond, qui la competizione è dura; vedi seconda puntata) per nuove composizioni;
- Amplitube per suonare rock;
- Guitar Rig (con un blocco note per appuntarmi tutte le regolazioni da reimpostare ogni mezz'ora) per ottenere suoni di chitarra particolari;
- LMMS per comporre o produrre musica elettronica o basata su loop;
- Studio One per produrre musica che richieda la registrazione di parti "live";
- Audacity per la gestione e manipolazione dei file audio.
sabato 14 luglio 2012
Strumenti info-musicali - II
Nell'articolo precedente è raccontata l'avventura con i software per scrivere un libro di musica.
In questo articolo presenterò le mie impressioni d'uso di vari software per scrivere partiture musicali.
Il prossimo articolo verterà sui software DAW per la produzione finale della musica.
Contesto e requisiti
- per due chitarre elettriche, basso elettrico e batteria (quindi notazioni e chiavi specifiche);
- frequenti cambi di tempo e di ritmo;
- modulazioni e modifiche delle alterazioni in chiave;
- variazioni agogiche, dinamiche e timbriche.
- importazione ed esportazione in formati di interscambio;
- produzione partitura completa in PDF;
- esportazione delle parti;
- esecuzione di audio in anteprima;
- esportazione in formato MIDI.
Concorrenti
- Musescore: un editor musicale wysiwyg multipiattaforma;
- Noteflight: un editor musicale wysiwyg sul web, basato su tecnologia Flash; è una versione limitata di Crescendo;
- Lilypond: un formattatore musicale automatico basato su un linguaggio adatto a presentare contenuti musicali, che risponde (orientativamente) alla filosofia wysiwym.
One, Two, One Two Three Four...
Noteflight
pro
- supporto della notazione e dell'esecuzione di bending e vibrato;
- possibilità di condividere e pubblicare gli spartiti (e la possibilità di scrittura collaborativa con Crescendo può far venire l'acquolina in bocca a chi suona in un gruppo);
contro
- organizzazione della palette e dei menù migliorabile (poco intuitiva);
- limitazione degli strumenti utilizzabili;
- limitazione importante (manca il crash, ad esempio) dei suoni di batteria;
- qualità tipografica limitata dalla scarsa abilità di posizionamento automatico dei glifi e pressoché nulla possibilità di modifica manuale;
- l'esportazione delle parti è prevista solo facendo l'upgrade a Crescendo;
- le indicazioni agogiche (ritardando) e quelle dinamiche temporalmente distribuite (crescendo, decrescendo) non sono eseguite né esportate in MIDI.
Musescore 1.2
- assenza di una notazione per il bending (tipicamente una linea spezzata con un vertice intermedio); dopo un po' di infruttuose ricerche ho inventato un escamotage per ottenerlo ugualmente. La notazione per la legatura di frase è ottenuta in Musescore (e anche in Lilypond, dove ho applicato la stessa soluzione) mediante una curva di Bezier del terzo ordine con quattro punti di controllo: due vertici e due punti intermedi; invertendo i due punti intermedi si ottiene una figura annodata in cui il nodo può essere ridotto ad un punto (il vertice richiesto) intervenendo sulla posizione dei vertici: il risultato non è propriamente una spezzata, ma le assomiglia molto (e su uno spartito a me pare anche più elegante). Forse scriverò un prossimo articolo sull'argomento, se faccio in tempo prima che la lacuna sia riempita.
- la chitarra, come tutti gli strumenti a corda, è uno strumento politimbrico. La chitarra elettrica, dopo Jimi Hendrix, lo è ancora di più: overdrive, distorsione, feedback ed effetti vari fanno parte di quasi ogni composizione nell'ambito del rock. Se le indicazioni sui timbri e sugli effetti sono facilmente risolubili sullo spartito con indicazioni testuali esplicite, altrettanto facile non è riprodurle o esportarle in formato MIDI.
Nello standard GM (General MIDI) sono presenti i campioni per la chitarra elettrica (clean, overdrive, distorsion, harmonics, feedback, muted) con implementazioni (Soundfont) di qualità molto variabile. Però in Musescore è associabile ad un pentagramma uno ed uno solo suono MIDI (per confronto, in Finale già diversi anni fa era possibile assegnare un suono diverso per ogni voce e in Lilypond addirittura si possono creare voci anche "al volo"); quindi, in questo caso, se si vuole produrre un MIDI da rielaborare in un DAW, l'unica soluzione sembra essere di ridistribuire gli strumenti politimbrici su diversi pentagrammi, ognuno col proprio suono.
pro
- notazione completa (supporta il bending con il mio "trucco");
- documentazione offline e online molto estesa e approfondita;
- possibilità di inserire note con uno strumento MIDI esterno;
- buona modificabilità manuale dei glifi.
contro
- un solo strumento MIDI associabile ad un pentagramma;
- la notazione del bending non è naturalmente supportata;
- le indicazioni agogiche (ritardando) e quelle dinamiche temporalmente distribuite (crescendo, decrescendo) non sono eseguite né esportate in MIDI;
- eccessiva rigidità nell'associazione alle voci degli elementi della batteria.
Lilypond
- dal menù modifica/preferenze spostarsi sulla scheda composizione;
- aggiungere uno strumento di processo così definito:
- Nome: Lilypond
- Programma: [installazione Lilypond]\usr\bin\lilypond-windows.exe
- Argomenti: $fullname
- Visualizza PDF dopo composizione: si (o secondo le proprie preferenze)
noteChitarra = { do re mi fa }
noteBasso = { do mi sol do' }
<<
\new Staff \noteChitarra
\new Staff \noteBasso
>>
Poiché nella prassi reale le note della chitarra e del basso saranno molte di più di quelle di questo banale esempio, ogni strumento sarà scritto separatamente, eventualmente anche in file diversi che possono essere inclusi: questo consente di poter facilmente separare le parti, ma altrettanto difficilmente avere la visione d'insieme in fase di composizione. Ma la soluzione c'è e la descriverò dettagliatamente in un prossimo articolo.Lilypond, tramite un apposito comando, permette la produzione del file MIDI oltre al PDF dello spartito ed ha una elevata flessibilità nell'assegnazione degli strumenti: ogni pentagramma può avere un numero a piacere di voci e ad ogni voce si può assegnare uno strumento diverso; addirittura si possono creare voci temporanee.
pro
- qualità superiore del risultato in stampa; la risoluzione automatica del posizionamento dei glifi è migliore rispetto agli altri software (d'altra parte Lilypond è specializzato in questo) e le possibilità di intervento manuale sono elevate;
- programmabilità dei contenuti: parti ripetute frequentemente possono essere assegnate ad una variabile utilizzata ove necessario, senza dover reinserire tutti i contenuti ogni volta;
- possibilità di associare uno strumento per ogni voce e di creare voci a pentagramma già impostato (la salvezza per una successiva elaborazione con DAW);
- notazione molto completa (supporta il bending con il mio "trucco");
- documentazione completa e ricca di esempi.
contro
- l'uso di un linguaggio è più consono ad un informatico che ad un musicista;
- anche riuscendo, con un'apposita organizzazione del codice, a mantenere vicine le parti contestuali, il codice testuale è ben lontano in quanto a espressività dalla notazione musicale standard (che non a caso si usa da secoli con soddisfazione!);
- la notazione del bending non è naturalmente supportata;
- le indicazioni agogiche (ritardando) e quelle dinamiche temporalmente distribuite (crescendo, decrescendo) non sono eseguite né esportate in MIDI;
- esporta solo in PDF e MIDI, mentre il formato MusicXml è ancora nei sogni degli utenti.
Comparazione delle funzionalità richieste
| Noteflight | Musescore 1.2 | Lilypond 2.14.2 | |
|---|---|---|---|
| Importazione | MusicXml1, MIDI2 | MusicXml1, MIDI2 | MusicXml1, MIDI2 |
| Esecuzione anteprima | Suoni campionati per un numero limitato di strumenti | Riproduzione MIDI integrata, con funzione human-playback | mediante esportazione MIDI |
| Esportazione | MusicXml1, MIDI2,audio WAV, PDF solo con un driver di stampa adeguato | PDF, MusicXml1, MIDI2, molti altri formati | PDF, MIDI2 |
| Esportazione delle parti | solo con l'upgrade a Crescendo | si | si |
- Il formato MusicXml ha tre diverse specifiche; inoltre il supporto delle specifiche è diverso per ogni software.
- Il formato MIDI è stato creato per la comunicazione fra dispositivi per l'esecuzione musicale; piccole variazioni di velocità nell'esecuzione possono produrre una notazione musicale illeggibile, quindi per il trasferimento della notazione è preferibile usare MusicXml. Il formato MIDI, d'altra parte, è necessario per una successiva elaborazione in un DAW.
domenica 8 luglio 2012
Strumenti info-musicali - I
Requisiti di un libro di musica
- deve contenere testo ed estratti musicali correttamente e coerentemente impaginati;
- deve supportare sufficientemente la notazione per chitarra;
- deve essere multilingua, in inglese e in italiano, con testo su due colonne (come molte pubblicazioni musicali);
- deve essere dotato di indice generale e analitico;
- deve essere distribuito in formato pdf possibilmente ipertestuale.
Selezione degli strumenti
- l'ottenimento di una impaginazione (margini e dimensioni del testo) coerente fra il testo e l'immagine della musica importata;
- la possibilità di creare estratti musicali con un software dedicato.
- Musescore: un buon editor musicale wysiwyg in generale, che però:
- non consente l'esportazione di estratti musicali, ma solo di partiture complete e già impaginate;
- non supporta ancora la notazione del bending chitarristico;
- Noteflight: un editor musicale wysiwyg online, che però consente solo la stampa della partitura completa (eventualmente in pdf);
- Lilypond: un ottimo processore di notazione musicale basato su un proprio linguaggio, che ha però in questo contesto le stesse limitazioni di Musescore (forse per il bending ci sono soluzioni possibili ma non immediate: le studierò in prossime occasioni).
- lilypond-book: forse la soluzione ottimale in molti casi; se si risolverà il problema del supporto alla notazione del bending, la prossima edizione del mio libro utilizzerà questa soluzione;
- LaTeX+MusixTeX: pur presentando una curva di apprendimento da ragno delle Dolomiti, questa soluzione "fa".
Plug'n'Play
- configurare MikTex per l'uso di MusixTeX:
- accedere alle MikTeX Options;
- spostarsi sulla scheda Packages;
- selezionare il pacchetto MikTeX Packages/Applications/Music/musixtex
- seguire la procedura suggerita (tasto Ok?)
- configurare TeXworks per automatizzare la compilazione con MusixTeX:
- dal menù modifica/preferenze spostarsi sulla scheda composizione;
- aggiungere uno strumento di processo così definito:
- Nome: musixTeX+texify-pdf (o altro nome preferito)
- Programma: [installazione MikTeX]/miktex/bin/musixtex.bat, dove musixtex.bat è uno script così fatto:
@echo off del *.mx? pdflatex -synctex=1 -undump=pdflatex %1 if errorlevel 1 then goto exit musixflx %1 texify --pdf --tex option=-synctex=1 %1
- Argomenti: $fullname
- Visualizza PDF dopo composizione: si (o secondo le proprie preferenze)
...
\usepackage[british,italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{parallel}
\usepackage[hyperindex]{hyperref}
\hypersetup{...}
}
\usepackage{musixtex}
\input musixgui
\input musixper
...
- la sillabazione in inglese e in italiano tramite il componente babel;
- l'input in formato utf8;
- le due colonne che conterranno il testo nelle due lingue tramite il componente parallel;
- la costruzione di un pdf ipertestuale;
- la compilazione di spartiti musicali tramite il componente musixtex;
- due estensioni di esempio:
- musixgui (per scrivere la notazione ad accordi per la chitarra);
- musixper (per supportare la notazione delle percussioni).
\begin{music}
\nostartrule
\nobarnumbers
\generalsignature{1}
\generalmeter{\meterfrac{12}{8}}
\startpiece
\notes\zchar{20}{\metron{\qup}{160}}\en
\Notes\ds\zchar{14}{IV}\islurd1{f}\Ibu1{f}{g}2\qb1{f}\tslur1{g}\tbu1\qb1{g}\en
\leftrepeat
\Notes\Ibl1{i}{i}5\qb1{i}\qb1{i}\tbl1\qb1{i}\Ibl1{j}{g}3\qb1{j}\qb1{i}\tbl1\qb1{g}\en
\NOtes\ql k\en
\Notes\itieu0{i}\cl i\ttie0\cl i\en
\NOtes\qu g\en
\bar
\NOtes\ql j\en
\Notes\itieu0{i}\cl i\ttie0\cl i\en
\NOtes\qu g\qu f\en
\Notes\itied0{g}\cu g\ttie0\cu g\en
\NOtes\qu h\en
\bar
\NOTes\zchar{14}{II}\itied0{b}\hup b\en
\NOtes\ttie0\qup b\en
\Notes\ds\zchar{14}{IV}\islurd1{f}\Ibu1{f}{g}2\qb1{f}\tslur1{g}\tbu1\qb1{g}\en
\setrightrepeat
\endpiece
\end{music}
per ottenere:
Conclusioni
lunedì 2 maggio 2011
Processo di produzione audiovisiva casalinga
Condizioni al contorno
Ho appena incominciato la sperimentazione di una squadra di software per il montaggio audiovisivo. In passato ebbi un po' di esperienza con Adobe Premiere, After Effects e Encore DVD, ma questa volta ho voluto affrontare l'impresa usando esclusivamente software libero.- smatphone HTC Tattoo: aquisisce in formato 320x240 usando il contenitore 3gp con framerate variabile;
- macchina fotografica Canon Digital IXUS 85IS: acquisisce in formato 640x480 usando la codifica MJPEG a 30 fps;
- videocamera Sony Handycam DCR-HC19E PAL: acquisisce in formato PAL 4:3 o 16:9 su cassetta miniDV.
- smartphone HTC Tattoo;
- riproduttore Philips Home Theater System HTS3164 (con televisore 16:9): riproduce DVD e DivX e supporta audio AC3 e DTS.
Sperimentazione
Conclusioni
martedì 25 novembre 2008
Separazione delle carriere in php
- mondorux.php: la pagina che sarà richiesta dal browser e che controlla il processo;
- component.php: contiene la classe Component, che incapsula il meccanismo di rendering dei contenuti;
- template.html: il prototipo che "vestirà" mondorux.php.
template.html
<html>
<head>
<title>$titolo</title>
</head>
<body>
<h1>$titolo</h1>
<p>$saluto</p>
</body>
</html>
component.php
<?php
class Component{
var $_template;
var $_parameters_array;
/* costruttore, imposta il template */
function Component($template){
$this->_template = str_replace("\"","\\\"",implode("",file($template)));
}
/* legge un array associativo di nomi di variabili e loro valori */
function setParameters($parameters_array){
$this->_parameters_array = $parameters_array;
}
/* esegue la resa del template */
function render(){
if(is_array($this->_parameters_array)){
foreach($this->_parameters_array as $v_name => $v_value){
eval("$v_name = \$v_value;");
}
}
eval("\$compiled = \"".$this->_template."\";");
return $compiled;
}
}
?>
eval (nel metodo render), che valuta come codice php la stringa passata come parametro.
getParameters raccoglie un array associativo di coppie (nome, valore) in modo che il codice cliente possa impostare i contenuti della pagina.
mondorux.php
<?php
require("component.php");
$pagina = new Component("template.html");
$pagina->setParameters(
array(
'$titolo' -> "Template php",
'$saluto' -> "Ciao mondo, ma che belli i template!"
)
);
$pagina->render();
?>
giovedì 13 novembre 2008
LaTeX senza preamboli
Niente di pornografico, non è questo il luogo.
Come tutti sappiamo, LATEX è un linguaggio a marcatori per la preparazione di testi basato sul programma di composizione tipografica TEX.
Io trovo molto comodo il suo approccio WYSIWYM (What You See Is What You Mean, "ciò che vedi è ciò che intendi") per pubblicazioni complesse e strutturate, e comodissimo il fatto che dalla compilazione di un unico documento .tex si possano ottenere prodotti dvi, ps, pdf, (x)html, docbook o persino odt, con piccoli accorgimenti nella composizione del preambolo.
Quello che trovo scomodo è invece la scrittura stessa del preambolo, che mi obbliga a ricordare una serie di comandi che non sono "What I Mean". Per questo mi viene in aiuto LATEX stesso, perchè permette l'inclusione di file esterni nel file sorgente principale. Allora ho scritto una piccola libreria di comandi che permette di costruire di volta in volta il preambolo adatto al tipo di output che desidero.
La libreria (che ho chiamato preamble) è costituita da pochi file:
- default.tex: un preambolo semplice, che definisce solo il tipo di documento, il titolo, l'autore e la data;
- dvi.tex: permette la creazione di un dvi (e quindi un ps) con immagini; pensato per la compilazione mediante il comando:
latex miodocumento.tex
- pdf.tex: permette la creazione di un pdf ipertestuale; pensato per la compilazione mediante il comando:
pdflatex miodocumento.tex
- xml.tex: permette la creazione di documenti basati su xml, quali ad esempio:
- html: htlatex miodocumento.tex
- docbook: dblatex miodocumento.tex
- odt: ooflatex miodocumento.tex
\input{preamble/pdf}
\makepreamble{article}{a4paper,12pt}{titolo}{autore}{oggi}
\setabstract{Una libreria per facilitare la scrittura del preambolo}
\setkeywords{LaTeX preambolo pdf html dvi odt}
La prima riga del preambolo imposta l'uso di ./preamble/pdf.tex.
Questo preambolo serve per produrre un pdf. Per cambiare il tipo di output, è sufficiente modificare la prima riga in
\input{preamble/dvi} oppure \input{preamble/xml}.
Il comando \makepreamble costruisce il preambolo per un articolo su foglio A4 con caratteri da 12 punti (i primi due parametri sono identici a quelli del comando \documentclass di LATEX), e imposta il titolo, l'autore e la data.
I comandi
\setabstract e \setkeywords impostano rispettivamente le proprietà del pdf oggetto e parole chiave; anche se servono solo per il pdf, si possono lasciare nel sorgente senza danni perchè i file della libreria preamble rispettano tutti la stessa interfaccia, che definisce anche questi comandi.
Ecco come sono i sorgenti:
pdf.tex
\newcommand{\makepreamble}[5]{
\RequirePackage{ifpdf}
\ifpdf
\documentclass[#2]{#1}
\RequirePackage[hyperindex]{hyperref}
\hypersetup{
pdftitle={#3},
pdfauthor={#4},
pdfcreator={wordml2latex (Ruggero Dambra, http://www.mondorux.com)},
colorlinks=true,
linkcolor=red,
anchorcolor=black,
citecolor=green,
filecolor=magenta,
menucolor=black,
urlcolor=blue,
breaklinks=true,
pdfstartview=FitH,
pdfpagemode=UseOutlines
}
\usepackage[pdftex]{graphicx}
\DeclareGraphicsExtensions{.pdf,.png,.jpg}
\else
\documentclass[#2]{#1}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{graphicx}
\DeclareGraphicsExtensions{.eps,.ps}
\fi
\usepackage[]{fontenc}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\frenchspacing
\title{#3}
\author{#4}
\date{#5}
}
\newcommand{\setabstract}[1]{
\RequirePackage{hyperref}
\hypersetup{pdfsubject={#1}}
}
\newcommand{\setkeywords}[1]{
\RequirePackage{hyperref}
\hypersetup{pdfkeywords={#1}}
}
ht.tex
\newcommand{\makepreamble}[5]{
\documentclass{#1}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{graphicx}
\DeclareGraphicsExtensions{.gif,.png,.jpg}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\frenchspacing
\title{#3}
\author{#4}
\date{#5}
}
\newcommand{\setabstract}[1]{}
\newcommand{\setkeywords}[1]{}
\newcommand{\href}[2]{\Link[#1]{}{} #2 \EndLink}
\newcommand{\hypertarget}[2]{\Link[]{}{#1} #2 \EndLink}
\newcommand{\hyperlink}[2]{\Link[]{#1}{} #2 \EndLink}
dvi.tex
\newcommand{\makepreamble}[5]{
\documentclass[#2]{#1}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{graphicx}
\DeclareGraphicsExtensions{.eps,.ps}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\frenchspacing
\title{#3}
\author{#4}
\date{#5}
}
\newcommand{\setabstract}[1]{}
\newcommand{\setkeywords}[1]{}
default.tex
\newcommand{\makepreamble}[5]{
\documentclass[#2]{#1}
\title{#3}
\author{#4}
\date{#5}
}
\newcommand{\setabstract}[1]{}
\newcommand{\setkeywords}[1]{}
In realtà, la finalità di questa libreria non è di evitare la scrittura del preambolo, perchè prima di \begin{document} si potranno scrivere tutte le ulteriori direttive che servono al nostro documento; il vero pregio è la possibilità di modificare "al volo" quelle parti del preambolo che ottimizzano la produzione di un particolare tipo di output.
mercoledì 29 ottobre 2008
Ottimizzazione di Windows
- Analizzo l'uso della memoria di massa (i dischi fissi), con il comodo Scanner e cancello eventuali file o cartelle ingombranti e inutili;
- Eseguo una pulizia dei file e del registro di configurazione con CCleaner;
- Eseguo la scansione antivirus e antispyware completa: come antivirus uso ClamWinPortable e una selezione di antivirus on-line; come antispyware Spybot- S&D;
- Richiedo l'esecuzione di ScanDisk (uno degli strumenti forniti con Windows stesso) al successivo avvio del sistema operativo;
- Disattivo la memoria virtuale per eliminare il file di paging (serve solo per eseguire una deframmentazione più completa dopo il successivo riavvio);
- Riavvio; ScanDisk sarà eseguito automaticamente;
- Deframmento tutti i dischi con JKDefrag e Defraggler; quest'ultimo ha la particolarità di poter deframmentare i file singolarmente;
- Deframmento il registro di configurazione con RegDefrg
- Imposto in PageDefrag la deframmentazione dei file di sistema al successivo riavvio;
- Dopo il riavvio, riattivo la memoria virtuale.
